Il 2011 è stato un anno ricco di sfide per il settore della sicurezza informatica. Numerose società di fama mondiale, multinazionali e piccole aziende, senza alcuna distinzione sono finite nel mirino dei black hat e del cybercrimine. Guardando l’anno appena trascorso in prospettiva si avverte la sensazione di essere passati attraverso una fase ben definita, una serie di eventi che ha aperto gli occhi del grande pubblico su ciò che accade quotidianamente nei sotterranei dell’immensa rete internet. Si è aperto il sipario sul mondo sinora ben celato dell’underground informatico dove attori più o meno onesti ed entità spesso prive di scrupoli sgusciano agilmente attraverso server compromessi, conti correnti svuotati, truffe e tentativi di phishing. Ciò che accade in questo caotico mondo di ombre è in realtà noto sin da tempo agli addetti ai lavori ma solo con i recenti eventi le notizie hanno avuto modo di arrivare in modo più o meno capillare anche agli occhi del lettore meno preparato. L’abbondanza di informazione ha soprattutto vantaggi ma nel mondo dell’informatica e nello specifico, nel campo della sicurezza, può presentare alcuni rovesci della medaglia. Le minacce informatiche sono state costrette a divenire più sofisticate e subdole per sfuggire all’innalzamento delle difese ed alla accresciuta consapevolezza dell’utente innescando un’impari lotta tra amministratori di rete, sistemisti e blackhat. Se il 2011 è stato un anno pieno di sfide, il 2012 lo sarà altrettanto. Il cybercrimine però dovrà fare i conti con un utente meno impreparato e pronto alle evenienze. Buon inizio d’anno.